Misura fiscale di sostegno agli investimenti in beni strumentali tecnologicamente avanzati e per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili. Si rivolge alle imprese con sede in Italia e consiste in una maggiorazione del costo di acquisizione rilevante ai fini delle quote di ammortamento. La maggiorazione varia in funzione dell’importo dell’investimento.
- Come si ottiene
- AutomaticoNon c'è una valutazione né una gara: se l'impresa ha i requisiti, il beneficio spetta.
Di cosa si tratta
È l’Iperammortamento del Nuovo Piano Transizione 5.0: una agevolazione fiscale che aumenta il valore dei beni nuovi ai fini del calcolo delle quote di ammortamento (cioè della deduzione fiscale annuale per il costo dei beni). Non è un credito d’imposta spendibile in F24: si traduce in una riduzione dell’imponibile per le imposte sui redditi, attraverso quote di ammortamento più elevate.
Chi può partecipare
- Chiunque abbia un’impresa o una stabile organizzazione in Italia: persone fisiche, ditte individuali, artigiani, società di persone o capitali, bed & breakfast che hanno partita IVA e sede o stabile organizzazione in Italia.
- Non conta la forma giuridica, il settore, la dimensione o il regime fiscale adottato: se la tua attività è registrata e svolgi attività d’impresa, puoi prendere in considerazione il beneficio.
Quanto si può ottenere
La pagina ufficiale specifica la misura della maggiorazione per i beni materiali (Allegato IV) e gli impianti per l’autoproduzione:
- per la quota di investimento fino a 2,5 milioni di euro: maggiorazione 180% (cioè il costo fiscalmente considerato è 1,8 volte il prezzo pagato);
- per la parte oltre 2,5 e fino a 10 milioni: 100% (cioè pari al 100% del prezzo pagato, ossia 1 volta);
- per la parte oltre 10 e fino a 20 milioni: 50% (cioè pari al 50% del prezzo pagato).
Esempio semplice: se acquisti un macchinario a 100.000 euro e rientra nella maggiorazione 180%, per le quote di ammortamento fiscali il costo considerato sarà 180.000 euro (cioè 1,8×100.000).
La pagina non indica importi massimi complessivi disponibili o limiti ulteriori salvo le soglie sopra riportate.
Quali spese sono ammesse
- Beni materiali e immateriali strumentali nuovi funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale (elencati negli Allegati IV e V della legge). Questi beni devono essere interconnessi (cioè collegati) al sistema di gestione della produzione o alla rete di fornitura dell’azienda.
- Beni materiali nuovi per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo, compresi i sistemi di accumulo (batterie). Per questi impianti il dimensionamento non può superare il 105% del fabbisogno energetico della struttura produttiva, calcolato sui consumi medi annui dell’esercizio precedente (cioè la media dell’anno fiscale o contabile precedente).
Come si presenta la domanda
Le comunicazioni e le certificazioni vanno trasmesse in via telematica tramite la piattaforma del Gestore dei Servizi Energetici (GSE). Le fasi principali sono:
- Prenotazione dell’agevolazione sulla piattaforma GSE (la piattaforma per le prenotazioni è operativa dal 12 giugno, come indicato sulla pagina ufficiale).
- Comunicazioni di avanzamento e completamento degli investimenti con i dati dei beni, la data prevista di interconnessione o di entrata in funzione e l’indicazione dell’applicazione della maggiorazione.
- Comunicazione di conferma 20: quando si raggiunge il 20% del costo di acquisizione (acconto), va inviata una comunicazione di conferma con la data e l’importo dell’ultima rata di acconto e i dati identificativi delle fatture relative ai costi agevolabili (la piattaforma per questa comunicazione è operativa dalle ore 12:00 di martedì 21 luglio, secondo la pagina ufficiale).
Per provare l’effettività e la conformità degli investimenti servono:
- una perizia tecnica asseverata (cioè un documento tecnico firmato da un professionista che certifica caratteristiche e conformità dell’impianto o del bene);
- una certificazione contabile (ossia una dichiarazione sul corretto trattamento contabile e sugli importi dei costi agevolabili).
Le istruzioni operative, la guida e i modelli standard sono disponibili nella sezione dedicata del sito GSE e la piattaforma è accessibile dall’Area Clienti GSE. Per supporto si può usare il Portale di assistenza clienti del GSE.
Cosa conviene sapere
- Periodo degli investimenti: la misura si applica agli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.
- La misura è fiscale: non otterrai un rimborso in F24, ma un aumento del costo ammortizzabile che riduce l’imponibile per le imposte sui redditi.
- Devi prevedere tempi per ottenere la perizia tecnica asseverata e la certificazione contabile: non sono documenti immediati.
- Verifica fin da subito le fatture e i pagamenti: per la comunicazione di conferma del 20% ti serviranno i dati delle fatture e la data dell’ultimo pagamento che completa il 20%.
- Il dimensionamento degli impianti per l’autoproduzione non può superare il 105% del fabbisogno annuo precedente: prepara i dati dei consumi dell’anno prima per il calcolo.
- La pagina ufficiale non indica un termine di scadenza per la presentazione delle comunicazioni oltre alle finestre operative segnalate; non indica inoltre un plafond complessivo o massimali per impresa diversi dalle soglie di maggiorazione riportate.
- Per i riferimenti normativi e i modelli guarda i decreti indicati nella pagina (decreto interministeriale 7 maggio 2026 e decreto direttoriale 10 giugno 2026) e la sezione dedicata del GSE.
Chi può partecipare
- La misura si applica agli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.
- L’effettività e la conformità degli investimenti sono comprovate da una perizia tecnica asseverata e da una certificazione contabile .
- Il dimensionamento degli impianti di produzione di energia elettrica non può eccedere il 105% del fabbisogno energetico della struttura produttiva, calcolato sui consumi medi annui dell’esercizio precedente.
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Fonte ufficiale
Questa scheda è una sintesi divulgativa. Fa fede unicamente il testo pubblicato da Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che va consultato prima di predisporre la domanda: importi, termini e requisiti possono essere modificati con provvedimenti successivi.
Ultimo controllo della fonte: 27 agosto 2026.
