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Ecosistemi per l'innovazione al Sud in contesti urbani marginalizzati

Dipartimento per le politiche di coesione (Presidenza del Consiglio dei Ministri) · articolo 1 del decreto-legge n. 59 del 2021; articolo 42 comma 5-bis del decreto-legge 17 maggio 2022, n. 50; decreto-legge 7 maggio 2024, n. 60; Decreto interministeriale 12 marzo 2025

Ragusa Ibla · foto Panek (CC BY-SA 4.0)

Misura volta a finanziare interventi infrastrutturali per la riqualificazione di siti in contesti urbani marginalizzati del Sud Italia, destinati a percorsi di istruzione superiore, ricerca multidisciplinare e creazione di imprese. Prevede il coinvolgimento di università, centri di ricerca, imprese, amministrazioni pubbliche e terzo settore; i progetti assegnatari risultano in corso di attuazione.

Come si ottiene
A punteggioLe domande vengono confrontate fra loro e messe in graduatoria: qui conta la qualità del progetto, non la velocità. In gergo si dice «procedura valutativa».
Fondi totali del bando
350.000.000 €
dove sta scritto
prevedendo alla lett. a), n. 4, la destinazione all’intervento «Ecosistemi per l’innovazione al Sud in contesti urbani marginalizzati» di un importo pari a 70 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2022 al 2026 , per complessivi 350 milioni di euro , da iscriversi nei pertinenti capitoli dello stato di previsione del MEF per il trasferimento al bilancio della Presidenza del Consiglio dei ministri.
Atto di riferimento
articolo 1 del decreto-legge n. 59 del 2021; articolo 42 comma 5-bis del decreto-legge 17 maggio 2022, n. 50; decreto-legge 7 maggio 2024, n. 60; Decreto interministeriale 12 marzo 2025

Di cosa si tratta

È una misura nazionale che finanzia lavori e interventi per recuperare e rigenerare spazi urbani marginalizzati nel Sud Italia (il "Mezzogiorno"). Lo scopo dichiarato è trasformare questi siti in infrastrutture dove svolgere istruzione superiore, ricerca multidisciplinare e nascita di imprese innovative. Si parla di creare o riqualificare edifici abbandonati o spazi inutilizzati per attrarre imprese e personale qualificato.

Chi può partecipare

La pagina ufficiale non pubblica un elenco preciso dei beneficiari finali o dei singoli requisiti per partecipare. Nel testo si citano più volte gli attori coinvolti: università, centri di ricerca, imprese, amministrazioni pubbliche e organizzazioni del terzo settore (per "terzo settore" si intendono associazioni, cooperative sociali e organizzazioni non profit). Viene anche indicato che i soggetti attuatori sono stati l'Agenzia per la Coesione Territoriale (fino alla soppressione) e, per l'esecuzione delle opere, le stazioni appaltanti (cioè le autorità pubbliche che bandiscono gli appalti).

In pratica: la misura si basa su collaborazioni tra più soggetti ("partenariato" = gruppo organizzato di enti e imprese). Se sei un'impresa o un artigiano interessato, è probabile che tu partecipi come partner di un progetto guidato da un'università, un ente pubblico o un soggetto capofila. Per sapere se puoi presentare domanda come singola impresa o solo come partner devi consultare i provvedimenti di attuazione e le linee guida (vedi sotto).

Quanto si può ottenere

La dotazione complessiva della misura è di 350.000.000 euro: il testo dice che sono stati stanziati 70 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022-2026, per un totale di 350 milioni. La pagina non indica importi per singolo progetto, percentuali di copertura, massimali per beneficiario o altre soglie. Se cerchi cifre per una singola impresa o per la quota destinata a lavori e attrezzature devi consultare i documenti di attuazione specifici pubblicati dal Dipartimento.

Quali spese sono ammesse

La pagina parla in termini generali di "interventi infrastrutturali" e di "rigenerazione" di siti per ospitare attività di istruzione, ricerca e creazione di imprese. Quindi sono previste opere materiali: ristrutturazioni, riqualificazioni, adeguamenti di spazi. Non sono elencate qui voci dettagliate ammissibili (per esempio: acquisto macchinari, spese di gestione, consulenze, arredi). Per la lista precisa delle spese ammesse devi leggere le linee guida e gli allegati tecnici pubblicati tra i provvedimenti di attuazione.

Come si presenta la domanda

La pagina ufficiale non indica la procedura concreta per inviare una domanda (non ci sono istruzioni su piattaforma, requisiti di firma digitale, PEC o scadenze). Nel passato la procedura si è svolta in più fasi: una prima fase (manifestazione di interesse) e una seconda fase (invito riservato ai soggetti ammessi), entrambe chiuse. Ora è aperta una Fase III con ulteriori risorse regolata dal Decreto interministeriale del 12 marzo 2025 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 20-05-2025); i dettagli operativi sulle modalità di presentazione dovrebbero essere riportati nei provvedimenti di attuazione e nelle linee guida per i soggetti attuatori.

Cosa conviene sapere

  • Dotazione: 350.000.000 euro complessivi (70 milioni per anno 2022-2026) — cifra indicata esplicitamente nella pagina.
  • Fasi precedenti: Fase I e Fase II sono già chiuse e i progetti selezionati in quelle fasi sono in corso di attuazione. Questo significa che molte risorse iniziali sono già assegnate; l'accesso è avvenuto con manifestazioni di interesse e inviti riservati.
  • Fase III: sono disponibili ulteriori risorse e c'è un Decreto interministeriale del 12 marzo 2025 che definisce modalità di assegnazione, erogazione e monitoraggio. Leggi quel decreto e gli allegati per capire se si apriranno nuovi bandi e chi potrà partecipare.
  • Documenti chiave: cerca i "provvedimenti di attuazione", le "linee guida" e gli "allegati per i soggetti attuatori" pubblicati dal Dipartimento; contengono i requisiti reali, le procedure e la documentazione da preparare (per "provvedimenti di attuazione" si intendono gli atti che specificano come verrà concretamente gestito il finanziamento).
  • Partecipazione in rete: prepara il tuo possibile ruolo in un partenariato (contratti di collaborazione, accordi di partenariato, eventuale capofila). Se non sei ente pubblico, probabilmente entrerai come partner.
  • Tempi e procedure: la misura finanzia opere e rigenerazioni che richiedono progettazione, permessi e procedure di appalto (le "stazioni appaltanti" gestiranno gare pubbliche); prevedi tempi lunghi per progettazione e cantieri.
  • Scadenze: la pagina che hai fornito non indica una scadenza per la presentazione di nuove domande. Controlla regolarmente il sito del Dipartimento e i provvedimenti collegati per la pubblicazione di eventuali avvisi e bandi locali.
  • Controlla i requisiti tecnici: molti bandi pubblici richiedono documenti lunghi (progetti esecutivi, perizie, permessi, DURC che è il documento di regolarità contributiva — cioè la certificazione che dimostra che un'impresa è in regola con i contributi previdenziali). Se il bando a cui parteciperai prevede lavori, questi documenti saranno probabilmente necessari.
  • Se sei interessato: scarica e leggi il Decreto interministeriale del 12 marzo 2025 e le linee guida pubblicate nella sezione "Provvedimenti di attuazione"; se necessario contatta il Dipartimento per le politiche di coesione per chiarimenti operativi.

Chi può partecipare

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Documenti da scaricare

Fonte ufficiale

Questa scheda è una sintesi divulgativa. Fa fede unicamente il testo pubblicato da Presidenza del Consiglio dei Ministri, che va consultato prima di predisporre la domanda: importi, termini e requisiti possono essere modificati con provvedimenti successivi.

Apri il bando su Dipartimento per le Politiche di Coesione ↗

Ultimo controllo della fonte: 3 ottobre 2026.